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martedì 17 marzo 2015

Break Stick fai da te (in teflon):

Come costruire un Break Stick in teflon:  
[Break Stik artigianale in teflon]


MATERIALE NECESSARIO:
 - un pezzo di teflon (ad esempio un tagliere) da cui ricavare almeno una sezione da 350 X 50 X 25 mm;
 - una piccola smerigliatrice;
 - un disco diamantato per smerigliatrice;
 - un disco lamellare per ferro nuovo;
 - un disco lamellare per ferro ormai usurato.

Spesso sul web o nei vari social si vedono foto di oggetti somiglianti a pugnali o a tagliacarte chiamati "break stick", sotto le quali si  leggono commenti in cui viene richiesta la spiegazione dell'impiego e dell'utilizzo. Penso che chiunque sia in possesso di un American Pitbull Terrier e non solo, dovrebbe conoscere e saper utilizzare un Break Stick (detto anche "cuneo" o solamente "stick"), considerato il fatto che la razza non è poi così giovane e questo strumento è stato utilizzato da sempre. Il break stick ci aiuta a far mollare la presa al cane in sicurezza e più rapidamente possibile per evitare troppi danni, se ne sta mordendo un altro o comunque se sta mordendo qualcosa che vogliamo fargli mollare.
 Quello che mi chiedo è come mai non l'ho mai visto in vendita in un qualsiasi negozio di animali, per fortuna esiste qualche privato che li realizza per chi non è in grado di costruirsene uno o negozi online che li vendono; vista la necessità, essendo un amante del fai da te ho provato a realizzarmene svariati modelli di diversi materiali così per passatempo e vedere quale fosse il più idoneo all'utilizzo e in sicurezza.

Per i primi modelli ho utilizzato legno di olivo (o ulivo) oppure legno di ornello, dopo la lavorazione e l'essiccazione al sole o accanto a fonti di calore risultavano i più resistenti ma comunque poco durevoli nel tempo ed ho notato che facevano molto attrito tra i denti del cane ma rimangono ottimi materiali per la facile realizzazione e a basso costo. Qualche giorno fa rovistando nel mio garage mi è capitato davanti agli occhi un tagliere in teflon o politetrafluoroetilene (PTFE) per capirci meglio, simile a quello che usano i macellai e come potete immaginare mi si è accesa una lampadina.
I primi dubbi erano su come lavorare questo materiale così resistente sia al taglio che al calore e dopo vari tentativi con diversi utensili ho deciso di procedere in questo modo:

Prendo un piccolo frullino (smerigliatrice) (fig. 1) al quale monto un disco diamantato (fig. 2) che a mio parere risulta essere il più preciso nel taglio e il più idoneo a non far sciogliere il teflon durante l'operazione, così procedo tenendo conto che la misura ideale della sezione è 350 x 50 x 25 mm (fig. 3).
 

[1) smerigliatrice]
[2) disco diamantato]

[3) tagliere di teflon da cui è stato ricavato il parallelepipedo da lavorare]

La scelta delle misure è soggettiva, per chi è più pratico può anche utilizzare meno materiale, le misure del Break Stick finito dovrebbero essere almeno 300 x 40 x 20 mm, ma per sicurezza è meglio qualche centimetro in più in lunghezza, personalmente li creo di 350 mm circa.

Terminato il taglio procedo con la lavorazione, monto sul frullino un disco lamellare per ferro nuovo (fig. 4) ed inizio a smerigliare fino a che non arrivo alla forma grezza dello strumento (fig. 5).

[4) disco lamellare per ferro nuovo]
[5) lo Stick comincia a prendere forma]














Arrivato a questo punto tolgo il disco lamellare nuovo e ne monto uno vecchio, usurato, per levigare e rifinire lo Stick (fig. 6).


[6) Stick levigato usando un disco lamellare usurato]

Procedo con la creazione di intagli antiscivolo sul manico usando il disco diamantato (fig. 2) non troppo profondi e di nuovo un' ultima levigata con lamellare usurato (fig. 7). Chi vuole può creare un foro come quello in foto nella parte superiore del manico per inserire un cordino comodo per trattenerlo sul polso.

[7) sono stati aggiunti degli intagli antiscivolo sul manico:
IL BREAK STICK è TERMINATO!]

L'uso del Break Stick è relativamente semplice occorre solo un po di pratica e questi piccoli accorgimenti: cane tra le nostre gambe per bloccarlo, con una mano teniamo la testa ferma, con l'altra infiliamo lo Stick di piatto tra i molari e lo ruotiamo all'interno della bocca per fare leva sui denti ed allargare la mandibola.

Concludo dicendo che il teflon non è un materiale molto economico ma resistentissimo sia al taglio che al calore e di notevole resistenza anche al morso, molto duro e durevole nel tempo, ciò che mi ha colpito di più è la facilità con cui scivola  tra i denti del cane.
Per realizzare questo strumento basta un po di pazienza, manualità e molta attenzione per la nostra sicurezza.

di
Giulio Malandruccolo
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giovedì 9 gennaio 2014

Che collare usare quando il cane è alla catena?


In un PRECEDENTE ARTICOLO abbiamo parlato del perché legare un cane ad una postazione a catena CORRETTA non sia considerabile maltrattamento, ma sia etologicamente molto più idoneo per l'animale rispetto al confinamento in un box "a norma di legge", ed estremamente più sicuro che lasciarlo libero in un normale giardino (soprattutto quando si possiedono uno o più pitbull: cani capaci di superare/oltrepassare recinzioni altissime, e che se lasciati soli potrebbero talvolta decidere di picchiarsi arrivando a ferirsi gravemente a vicenda o peggio).
Se non sapete come riconoscere una postazione a catena sicura e comoda per il cane, da una postazione malfatta/pericolosa e/o che non garantisce il benessere psicofisico dell'animale (quella si, considerabile come una forma di maltrattamento: ad es. catene cortissime, magari con cucce malfatte, sporcizia, ecc), oppure se pensate che "la catena sia SEMPRE indice di maltrattamento", leggete il post "Cani alla catena: siamo sicuri che sia maltrattamento?", che fugherà molti dei vostri dubbi (contate che un cane correttamente tenuto a catena viene sganciato da essa quotidianamente per essere fatto muovere/lavorare/fare sport/allenarsi ed interagire con il proprietario e, a seconda dei casi, anche con altri cani) e vi fornirà le nozioni base su come costruire una postazione a catena ben fatta (quindi comoda e sicura per il/i vostro/i animale/i).
[Collare fisso di nylon alto e resistente:
l'ideale per legare alla catena
un cane forte come un Pitbull]


   - CANE A CATENA: IL COLLARE:

In questo articolo invece si parlerà di come scegliere correttamente il collare da utilizzare quando il cane è tenuto a catena (dopo, per passeggiare/fare sport/giocare/ecc, potete scegliere se lasciargli il medesimo collare o utilizzarne uno di tipo diverso o anche una pettorina, una capezza ecc, a seconda delle vostre preferenze e dell'attività che state per svolgere con il vostro animale).

Bisogna utilizzare un collare fisso, poiché:

 - un collare a strozzo rischierebbe facilmente di sfilarsi dal collo del cane, soprattutto quando abbassa la testa per mangiare o annusare.
In caso di strattoni (dati ad esempio se passasse un animaletto nelle vicinanze della postazione, scatenando l'istinto predatorio del cane) ci sarebbe un "effetto cappio" (amplificato dal diametro molto fine che normalmente hanno questi collari, se paragonati alla stazza dell'animale) che alla lunga potrebbe creare danni alle strutture interne del collo del cane.
[Collare a strozzo di nylon tubolare]
Anche se una corretta postazione a catena ha un attacco girevole sia al moschettone che si aggancia al collare sia dove la catena si aggancia al picchetto, in modo da minimizzare il rischio per il cane di soffocarsi arrotolandosi intorno alla catena stessa, ed è posizionata in modo che non ci siano ostacoli a cui agganciarsi lungo tutta l'area utilizzata dall'animale, un collare a strozzo può mettere a rischio di soffocamento il cane anche solo se una delle sue maglie (buona parte dei collari a strozzo sono di catena con maglie di diverso tipo, il che li rende resistenti e molto duraturi, ma anche uno strozzo di nylon può agganciarsi e incastrarsi) si aggancia ad una sporgenza della cuccia o al picchetto centrale o ad altri appigli..

Il collare a strozzo, se ben utilizzato (su soggetti adulti che non tirano al guinzaglio, e SAPENDOLO USARE), può comunque essere usato in tutta sicurezza, e senza causare alcun danno, ne dolore all'animale, quando si porta il cane al guinzaglio.

 - Un collare a semistrozzo (anche detto "collare a martingala") rischierebbe, come quello a strozzo, di sfilarsi dal collo del cane ogni volta che abbassa la testa.
Con un semistrozzo il rischio di soffocamento dovuto all'incastrasi del collare nel picchetto centrale o in altre sporgenze è estremamente più ridotto, e anche il rischio di danni alle strutture del collo dovuto a strattoni è assai minore, nonostante si tratti generalmente di collari piuttosto sottili e che quindi quando tesi distribuiscono la pressione su un'area del collo decisamente piccola provocando quindi maggiore stress alle strutture sottostanti.
[Collare a semistrozzo di catena]
Nel caso dei modelli di fettuccia, se sottoposti a pressione, anche non eccessiva, ma ripetuta nel tempo tendono spesso ad "allargarsi" aumentando ancora di più il rischio che il cane se li sfili inavvertitamente; inoltre le loro finiture e i materiali utilizzati sono spesso scadenti e inadatti a questo tipo di utilizzo non garantendo una sufficiente resistenza e durata (questo vale in particolar modo per i modelli trovati nelle comuni catene di Petshop).
I modelli di catena hanno una resistenza maggiore e non rischiano di allargarsi con l'uso, ma non essendo fatti su misura ne regolabili, il "rischio sfilamento" è sempre alto.
Inoltre il rischio di sfilamento è comunque alto in un collare che, per essere messo al cane DEVE poter passare dalla sua testa, e già questo rende i semistrozzo inadatti ad un cane legato in sicurezza.

Un buon collare a semistrozzo di catena o di fettuccia/nylon, anche se inadatto al cane quando è a catena, può essere molto pratico e ragionevolmente sicuro e comodo per portare il cane al guinzaglio, ed è adatto anche a cuccioloni e proprietari neofiti/inesperti.

 - Una pettorina [rimandiamo ad altra sede il discorso sulle differenze fra i vari modelli ] riduce il rischio di lesioni al collo dovute a strattoni dati dal cane alla catena; ma è sempre piuttosto ingombrante e scomoda per il cane da portare per buona parete del giorno tutti i giorni, soprattutto non è progettata per essere comoda durante il riposo e il sonno (le fibbie e le cinghie tenderebbero a dare fastidio ed a sfregare il cane in vari punti, cosa che rovinerebbe il pelo e darebbe ancora più fastidio a cani a pelo raso, come i pitbull, in cui potrebbe perfino creare abrasioni sulla pelle nei punti maggiormente sensibili).
[Pettorina ad H]

La pettorina, se di fattura corretta, può essere utilizzata per portare a spasso il cane, cuccioli compresi (anche se da un controllo inferiore rispetto ai collari, quindi può essere poco adatta in alcune situazioni che richiedono maggior controllo con cani forti/grossi), ed è molto utile per particolari attività sportive o di utilità in cui l'animale debba avere il collo completamente libero o debba tirare qualcosa distribuendo il peso senza provocare schiacciamenti della trachea (per il vero traino professionale servono però pettorine apposite).

In fondo, se si guardano le foto dei pitbull dell' inizio del '900 sino agli anni '70, si nota che molti di essi indossano pettorine di vari tipi quando portati al guinzaglio, ma quando legati a catena indossano il collare fisso: se la prassi era quella, e si parla di foto di cani spessissimo appartenuti ai più grandi allevatori e conoscitori della razza del loro tempo, ci sarà stata una buona ragione (era un'epoca in cui non esisteva alcuna "lobby animalista" pro-pettorina o anti-collare, ne scanni fra scuole di pensiero sull'addestramento del cane che si attaccavano a vicenda demonizzando i collari di un cero tipo e robe simili: si metteva all'animale la cosa ritenuta dal proprietario più comoda e funzionale in quel momento e per quell'attività, al massimo facendo sfoggiare al cane in foto un collare/pettorina considerato particolarmente bello proprio per l'occasione)!

 - La capezza/cavezza [anche qui rimandiamo ad altra sede per una discussione sui vari modelli di capezza in commercio] è assolutamente inadatta a legare un cane a qualcosa di fisso, anche per breve tempo.
Inoltre il cane potrebbe sfilarselo, visto che non è stato progettato per essere usato in ambiti diversi dalla condotta/passeggiata al guinzaglio.
[Collare a Capezza "tipo Halty"]

La capezza è stata inventata per controllare facilmente cani che tirano molto al guinzaglio o difficili da gestire per altri motivi, e lo fa impedendogli di fare forza tramite una pressione sulla loro canna nasale e guidando la direzione del loro muso (è un oggetto propagandato da molti educatori come strumento "gentile", nonostante in realtà sia assai coercitivo ed estremamente efficace proprio per questo).
In tali condizioni se un cane legato ad un picchetto rigido si mettesse a correre cercando di strattonare potrebbe farsi male ai muscoli del collo o perfino alle vertebre (non è un attrezzo pensato per legare i cani, e va utilizzato con molta delicatezza e cautela anche in un cane al guinzaglio, non importa se abbiamo un animale grosso e muscoloso e noi pesiamo 40kg).

 - un collare fisso invece, se stretto in modo che passino circa 2 dita fra il collare e il collo del cane, non tenderà a sfilarsi da solo; e sarà estremamente improbabile che, con una corretta postazione a catena il cane possa soffocarvisi. 
Inoltre, se di adeguata altezza (in media fra i 4 e i 6cm), tenderà a non provocare traumatismi sul collo dell'animale anche qualora strattonasse.
[Collare fisso, alto, di nylon,
con rifiniture in acciaio:
adatto per un cane alla catena]

Potrà anche essere utilizzato senza problemi per portare al guinzaglio sia soggetti adulti che cuccioloni, senza provocargli fastidi o danni di alcun genere, ma avendo un controllo maggiore che con la pettorina..


Le caratteristiche più importanti di un COLLARE FISSO adatto alla catena sono:

 - che sia alto fra i 3 e gli 8 cm a seconda della taglia del cane e della lunghezza del suo collo:
ciò serve a scaricare la pressione della catena su un'area più ampia del collo nel caso il cane strattonasse (ad esempio vedendo passare un topolino) e anche per distribuire maggiormente il peso stesso della catena, che, quando si tratta di cani grandi e forti, è abbastanza alto, e il cane deve sostenerlo quotidianamente per svariate ore (sia sollevando la parte che va da terra al collo sia trascinando il resto della catena);

 - che sia molto resistente come materiali e assemblato con cura:
- il materiale di base deve essere di ottima qualità (nylon, cuoio o altro) e di spessore adeguato;
- deve essere resistente come cuciture (che dovranno essere sia ben fatte, che fatte con filo di buona qualità);
- resistente nelle parti in metallo (IN METALLO: collari con chiusure a clip in plasstica vanno bene per passeggiare, non per legare un cane). La fibbia per la chiusura e l'anello a D a cui attaccare la catena o il guinzaglio: devono essere sia abbastanza spesse da non deformarsi nemmeno con alte pressioni ripetute, sia inossidabili per evitare che si arrugginiscano diventando pericolose per la salute del cane; la fibbia è ancora meglio se ha una doppia chiusura che renda lo sfilamento/sgancio accidentale del collare praticamente impossibile).
[Collare fisso in Nylon, alto con
anello a D e DOPPIA FIBBIA in acciaio:
 riduce ulteriormente il rischio di
sfilamento/sgancio accidentale]

 - Spesso i collari migliori sono di nylon doppio (o anche triplo o quadruplo) in modo che sia la fibbia di chiusura che l'anello a D siano cuciti fra i 2 strati di tessuto e non a diretto contatto con la pelle del cane sia per ridurre lo sfregamento che per avere un collare più resistente (collari con le parti di metallo semplicemente cucite all'esterno sono poco resistenti e quindi pericolosi per legare un cane forte, e, se utilizzati anche solo per portare il cane a passeggio, devono essere frequentemente controllati e sostituiti ai primi segni di usura).

 - Nel caso il proprio cane abbia la testa di misura poco superiore alla larghezza del collo e con masseteri ("guanciotte", per i profani) poco pronunciati:
per limitare il rischio di sfilamento accidentale del collare si potranno utilizzare, non più un unico collare fisso da 4-6cm di larghezza, ma DUE COLLARI di 2-3cm di larghezza ognuno da legare alla catena (o al guinzaglio).

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Scritto da:
AliceOltreLoSpecchio
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lunedì 9 dicembre 2013

Pettorina, quale scegliere?


[Pitbull con Pettorina ad H]
Molte persone vogliono usare una pettorina per portare a passeggio i loro cani, soprattutto se cuccioli, ma non hanno ben chiaro quale tipo di pettorina scegliere fra i tanti sul mercato o le credono "funzionalmente equivalenti" scegliendo per estetica/prezzo/disponibilità o su consiglio di amici/commercianti poco qualificati.

In questo articolo verrà spiegata la differenza fra i PRINCIPALI tipi di pettorina sul mercato e come scegliere quella più adatta al cane e alle proprie esigenze.

[per ulteriori informazioni, a mano che gli articoli usciranno, consultare le TAG: "Pettorine" e"Collari/guinzagli ecc" e "Attrezzature"]

MODELLI DI PETTORINA:

 - PETTORINA AD H: 
[Pettorina ad H indossata]

Si chiama così poiché guardandola dall'alto crea una forma simile ad una H sulla schiena del cane; è stata creata per permettere ai cani da caccia e da ricerca di procedere davanti al conduttore muovendo liberamente il collo per annusare, ma è utilizzata anche in addestramento per per gli "attacchi" dell'UD, e può essere usata anche per farsi lievemente trainare in bicicletta o sui pattini dal proprio cane (o altri scopi simili, fra cui l'allenamento del cane in passeggiate a ritmo sostenuto con cane libero di tirare), oppure semplicemente per passeggiare in cani che la apprezzano.
E' uno dei modelli più validi, soprattutto se ha molti punti di regolazione (cosa che aiuta sia ad adattarla al singolo cane che ad allungarne la durata in cuccioli in crescita) e 2 clip ai lati del torace (cosa che evita di dover manipolare le zampe del cane quando la si indossa: a molti cani da fastidio tale manipolazione);
può avere il difetto di far sentire il cane troppo "insalamato", cosa che ad alcuni animali piace poco.

 - PETTORINA AD Y (ALTAMENTE SCONSIGLIATA: NUOCE ALLA SALUTE):
[Pettorina a Y]

Si chiama così poiché guardandola dall'alto forma sulla schiena del cane un disegno vagamente ad Y, e la si riconosce poiché ha una clip che si aggancia fra le scapole del cane; è il modello di pettorina che si trova più facilmente nei petshop, ed è venduta come "rapida da infilare" (quando, dovendo manipolare entrambe le zampe del cane, non è affatto veloce o pratica da infilare e mette a disagio molti animali), ma in realtà è malfatta e pericolosa per la salute dei cani, soprattutto dei cuccioli.
Questo tipo di pettorina riesce a fare danni anche se di misura corretta e messa a cani che non tirano al guinzaglio (quando, ad esempio, il tanto "odiato" collare a strozzo può far danni solo se usato male o su cani che tirano), infatti una delle sue cinghie passa subito dietro i gomiti del cane sfregando un'area assai delicata e potendo irritare i linfonodi ascellari, inoltre tale cinghia (ancor più quando una delle regolazioni cade in quel punto) tende ad insegnare (costringere) ai cani, soprattutto se cuccioli, a camminare "sgomitando", cosa che alla lunga può portare a usura anomala dell'articolazione interessata oltre a creare un danno estetico pernicioso se si pensava di far fare esposizioni al cane.

 - PETTORINA K9:
[Pettorina K9]

Si chiama così poiché somiglia molto alle pettorine di riconoscimento utilizzate dalle unità cinofile USA (dette "K9"), e si riconosce poiché è composta da una cinghia che passa attorno al costato verticalmente (con una regolazione) e da una cinghia perpendicolare che passa sul davanti del torace (spesso priva di regolazione); chiaramente ne esistono molte "variazioni su tema", e fra queste vanno scelte quelle più adatte alla morfologia del proprio cane e migliori come materiali; può non essere molto adatta a cuccioli/cuccioloni poiché è meno regolabile di una pettorina ad H.
E' adatta sia a portare a passeggio il cane, sia a fargli fare PICCOLI lavori di traino leggero (piccoli pesi/bicicletta/pattini), ad annusare piste, ad allenare il cane facendolo passeggiare a ritmo sostenuto davanti a noi lasciando che tiri un po' ecc..
Alcuni cani la apprezzano maggiormente rispetto ad una pettorina ad H sia perché in nessun caso serve manipolare le zampe per infilarla, sia perché "insalama" molto meno il cane, e spesso ha parti rivestite di imbottitura morbida per evitare sfregamenti alle pelli più sensibili.

 - PETTORINA DA WEIGHT-PULL:
[Pettorina da Weight-Pulling]

E' stata creata per permettere ai cani da slitta di trainare la slitta utilizzando efficacemente tutto il corpo, e viene anche utilizzata nelle moderne gare di "traino del peso/weight-pulling", in cui cani nordici, American Bulldog e Pitbull arrivano a spostare per brevi tratti pesi di molto superiori al loro peso corporeo.
Si tratta di una pettorina dalla funzione molto specializzata, che si trova in vendita solo su alcuni siti internet o negozi specializzati ed è inadatta a portare a spasso il cane e poco utile se vogliamo solo fargli trainare lievemente il nostro peso sui pattini, o farci accompagnare in bicicletta o tirare un paio di kg per pochi metri [il traino di grossi pesi è una disciplina che va fatta solo con cognizione di causa, su cani fisicamente allenati e adulti: non va improvvisato poiché farlo scorrettamente potrebbe danneggiare gravemente l'animale].

 - PETTORINE ANTI-TRAINO:
[Pettorina per non far tirare il cane]

Sono di varie fogge e promettono di far smettere al cane la fastidiosa abitudine di "tirare al guinzaglio".
Secondo me esistono altri mezzi per insegnare al cane a non tirare o evitare che tiri, ma su alcuni cani possono aiutare, mentre ad altri possono provocare fastidiose escoriazioni in vari punti (o perfino vere e proprie ulcere, anche in zone delicatissime come la pelle dietro i gomiti) e/o non avere alcun effetto deterrente sul "tirare".
Comunque delle attrezzature inventate per controllare/non far tirare i cani, si parlerà specificamente in altri articoli [Link:].

Da questo breve excursus si può capire che per le normali esigenze di un "proprietario medio" la scelta sia fra la pettorina ad H e la K9, e vada fatta in base sia alla qualità delle pettorine trovate (materiali, cuciture, regolazioni ecc), sia in base al modello che si adatta meglio al nostro cane e che sembra farlo sentire maggiormente a proprio agio: mai spendere soldi per un prodotto di scarsa qualità o che non si adatta perfettamente al nostro cane, o che gli crea disagio, sarebbero come minimo soldi buttati via, e si rischia anche di causare disagi o escoriazioni all'animale, o di trovarsi con un prodotto non sicuro.

QUANDO NON USARE LA PETTORINA:

 - quando non si riesce a trovare una pettorina del modello/taglia corrette per il cane (una pettorina mal fatta o non adatta alla morfologia dell'animale è fastidiosa e/o pericolosa);
 - quando al cane da fastidio (sia che causi irritazioni, sia che lo metta semplicemente a disagio);
 - quando non si riesce a controllare agevolmente il cane con essa (alcuni cani quando passi dal collare alla pettorina tirano meno, altri si trasformano in trattori..e altri possono andare bene fino a che qualcosa non li spaventa o li fa scattare rendendoli ingestibili);
 -  quando il cane riesce a sfilarsela (alcune pettorine, soprattutto se mal regolate o non giuste per il cane, tendono a sfilarsi facilmente, cosa pericolosissima...e alcuni cani riescono a sfilarsi qualsiasi pettorina: in tali casi o si cambia modello o si opta per un collare, magari a semistrozzo che è più difficile da sfilare).

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martedì 12 novembre 2013

Cani alla catena: siamo sicuri che sia maltrattamento?


Cane alla catena corta:
questo è maltrattamento
Dietro la spinta di Associazioni Animaliste alcune regioni italiane stanno proibendo di tenere i cani a catena, facendolo passare come un modo " barbaro" di detenerli.

Se non si sono mai viste le immagini di un chain-kennel (allevamento a catena) ben progettato, ma si sono viste solo le classiche immagini di cani legati ad un metro di catena e lasciati li fissi a vita, si potrebbe anche pensare che abbiano ragione, però le cose non stanno sempre così [vedi immagine più sotto]..


L' ideale per detenere i cani a catena sono:
- una catena di spessore adeguato al cane e di almeno 4m di lunghezza,
- un picchetto piantato solidamente nel terreno che permetta al cane si compiere un giro completo intorno ad esso, quindi almeno a 5 metri da ogni ostacolo.
Un cane legato ad una catena così ha una possibilità di movimento di circa 50m quadri, pari ad un box di 10mX5m, con il vantaggio psicologico per il cane di non vedersi chiuso tra sbarre, ma avere una parvenza di "libertà".
- Il fondo ideale e' formato da ghiaia tonda che permette un ottimo drenaggio dell acqua e facilita' nella raccolta delle deiezioni, facendo in modo che il cane rimanga in un ambiente più sano che in un box sul cemento, il quale ha lo svantaggio di assorbire urine ed odori , e può causare svariati problemi al pelo.
Il cane a catena, soprattutto se in mezzo ad altri, tende a mantenersi molto più in forma sia per la maggior quantità di movimento che e' portato a fare, sia per il portarsi dietro la catena, che deve essere di misura proporzionata alla taglia.
- Deve esserci una zona riparata da acqua e sole e una cuccia facilmente accessibile, calda e asciutta d'inverno e fresca d'estate.

Cani tenuti alla catena correttamente: questo NON è maltrattamento!
Ora in alcune regioni un cane detenuto con una catena a "regola d arte" e' considerato maltrattato, mentre uno tenuto in un box di 4mX3m (12mq) è considerato in uno spazio adeguato....

Forse sarebbe stato meglio regolamentare l' uso della catena invece che proibirlo a priori, ma a volte l "Amore" per gli animali anima chi ha solo quello da dargli, e non dedica tempo a pensare alle loro vere esigenze.

Scritto da B.m.
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Se si vuole approfondire il tema dei vantaggi della catena rispetto al box:
 - "The truth about chain tethering": 
http://sportingdognews.blogspot.it/2012/08/the-truth-about-chain-tethering.html


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